Wine2Stay, l’app di Susanne Wess che mette in vetrina l’enoturismo di qualità

Una chiacchierata con la giornalista tedesca che ha fatto della valorizzazione dell’enoturismo italiano la sua mission professionale sino a creare una innovativa app che mette in mostra le cantine italiane agli appassionati di enoturismo, in particolare quelli di lingua tedesca, ma non soltanto.

Qual è la tua storia e la tua formazione professionale nel mondo del vino e dell’enoturismo?

“Il vino e l’Italia fanno parte della mia vita da sempre. Ho studiato interpretariato e traduzione per l’italiano e l’inglese tra Monaco e Verona, e già durante gli anni universitari ho iniziato a organizzare viaggi del vino in Italia e visite al Vinitaly di Verona. Parallelamente ho lavorato nel mondo dei media, della comunicazione e del giornalismo, occupandomi di food, vino, turismo e lifestyle. Negli ultimi venticinque anni ho collaborato come autrice, traduttrice e giornalista con realtà legate al vino, all’ospitalità e alla gastronomia, tra cui guide, riviste e aziende del settore. Ho lavorato anche nell’organizzazione di press tour, eventi enologici e masterclass in Germania e in Italia, sviluppando una rete molto ampia di contatti tra produttori, consorzi, giornalisti e operatori turistici. Quello che mi ha sempre affascinato non è solo il vino in sé, ma il racconto umano che c’è dietro ogni bottiglia: il territorio, le famiglie, la cultura, il paesaggio e l’accoglienza. È proprio da questa visione che nasce oggi il progetto”.

Perché il tuo focus principale si concentra sul mondo vitivinicolo italiano?

“Innanzitutto sento l’Italia come casa mia, ci vivo in parte da 40 anni ed è il paese che più in assoluto mi è entrato nel cuore. E poi anche perché l’Italia possiede qualcosa di unico al mondo: una combinazione irripetibile di biodiversità vitivinicola, cultura, ospitalità e autenticità. Nessun altro Paese offre una tale varietà di vitigni autoctoni, territori, tradizioni gastronomiche e identità locali. Inoltre, il turista internazionale, soprattutto quello proveniente dai Paesi di lingua tedesca, oggi non cerca più soltanto una degustazione. Cerca esperienze vere, emozioni, autenticità e contatto umano. E l’Italia ha un potenziale enorme proprio in questo senso. La Germania, l’Austria e la Svizzera rappresentano mercati molto interessanti per l’enoturismo italiano: sono viaggiatori con alta capacità di spesa, molto attenti alla qualità, alla sostenibilità, alla cucina e alle esperienze legate al territorio. Il mio lavoro consiste anche nel creare un ponte culturale e comunicativo tra queste esigenze e le cantine italiane”.

Come giudichi l’offerta vinicola della Campania e, nello specifico, del Sannio?

“La Campania è una delle regioni più affascinanti e sottovalutate del vino italiano. Ha una forza identitaria enorme: vitigni autoctoni straordinari, una cucina autentica, paesaggi meravigliosi e una storia millenaria. Il Sannio, in particolare, ha un potenziale molto forte perché riesce ancora a trasmettere autenticità. Oggi molti viaggiatori cercano proprio questo: luoghi meno costruiti turisticamente, più veri, più umani. Nel Sannio si percepisce ancora un rapporto diretto con il territorio e con le persone. Dal punto di vista enologico, trovo molto interessanti vitigni come Falanghina e Aglianico, ma credo che il valore più grande del territorio sia l’insieme dell’esperienza: piccoli borghi, tradizioni contadine, cucina locale, paesaggio collinare e accoglienza familiare. Per il mercato internazionale questo può diventare un enorme punto di forza, soprattutto se accompagnato da una comunicazione più emozionale e da un’offerta enoturistica strutturata”.

Come e quando nasce l’idea di “Wine2Stay” e, soprattutto, cos’è “Wine2Stay”?

“L’idea nasce dopo la pandemia, osservando un cambiamento molto chiaro nel comportamento dei viaggiatori: sempre più persone cercavano esperienze autentiche nella natura, lontano dal turismo di massa, con un forte desiderio di connessione umana. Visitando cantine in tutta Italia, mi sono resa conto che molte strutture straordinarie offrivano ospitalità di grande qualità ma erano spesso poco visibili a livello internazionale oppure presenti solo su piattaforme molto impersonali. Da qui nasce : una piattaforma internazionale dedicata all’enoturismo di pernottamento di qualità, focalizzata inizialmente sull’Italia. Non è semplicemente un portale di prenotazione, ma un progetto editoriale e narrativo che unisce storytelling, vino, territorio e ospitalità. Selezioniamo cantine che offrono esperienze autentiche e soggiorni di qualità, raccontandole attraverso articoli, video, social media e contenuti emozionali in più lingue. L’obiettivo è creare visibilità internazionale per le aziende e, allo stesso tempo, aiutare il viaggiatore a vivere il vino italiano in maniera più profonda e autentica”.

Come giudichi l’approccio delle cantine campane alla tua idea di enoturismo?

“Trovo che in Campania ci sia grande interesse e molta sensibilità verso il tema dell’accoglienza, anche se spesso le cantine non sono ancora pienamente consapevoli del potenziale economico dell’enoturismo. Molti produttori campani hanno una straordinaria autenticità naturale: accolgono gli ospiti con spontaneità, calore umano e grande generosità. Questo oggi vale moltissimo, soprattutto per il turista straniero. Quello che talvolta manca è una strategia più strutturata: comunicazione internazionale, storytelling digitale, organizzazione dell’esperienza e continuità nell’offerta. Ma il potenziale è enorme. Credo che la Campania possa diventare una delle regioni più interessanti per l’enoturismo esperienziale proprio perché conserva ancora un’anima molto vera e non standardizzata. Uno degli aspetti più importanti per noi è anche avere ambassador radicati nei diversi territori italiani. Persone che conoscono davvero le cantine, le visitano personalmente, costruiscono rapporti di fiducia con i produttori e diventano un ponte tra il territorio e la nostra piattaforma internazionale. In Campania, ad esempio, questa figura è rappresentata da Saverio Tassone, che per noi è un riferimento prezioso sul territorio”.

Qual è il futuro dell’enoturismo e in quale direzione dovrebbero muoversi i produttori per rispondere al meglio alla domanda del mercato?

“L’enoturismo non è più un’attività complementare: sta diventando una vera seconda economia per molte cantine. In un momento storico in cui il consumo globale di vino è più instabile, l’esperienza diretta in cantina crea valore, fidelizzazione e relazione emotiva con il cliente. Il futuro sarà sempre più orientato verso: esperienze autentiche e personalizzate; ospitalità di qualità; contatto umano; sostenibilità; storytelling; integrazione tra vino, gastronomia, territorio e benessere. I produttori dovrebbero smettere di pensare solo alla vendita della bottiglia e iniziare a ragionare in termini di esperienza completa. Oggi il visitatore vuole “vivere” il vino, non soltanto degustarlo. Inoltre, la comunicazione digitale sarà fondamentale. Le nuove generazioni scelgono un territorio attraverso immagini, emozioni, video e racconti. Per questo sarà sempre più importante investire in contenuti, branding e presenza internazionale. Chi riuscirà a creare emozioni autentiche e relazioni umane forti avrà un vantaggio enorme nei prossimi anni”.

Il link

https://www.wine2stay.de