Inizia il viaggio preparatorio di Enjoysannio alla scoperta dei produttori che presenzieranno a Frizzzante, l’appuntamento con gli artigiani del natural wine del territorio sannita in programma sabato 23 maggio, a partire dalle ore 11:00, presso la Fattoria La Cinta, proprio alle porte di Benevento.
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Per la prima tappa del nostro tour di avvicinamento, partiamo dalle cantine più distanti dalla location dell’appuntamento, per la precisione da Cerreto Sannita, passando per Guardia Sanframondi sino a Castelvenere, dove troviamo quattro proposte: Antonio Gismondi, Giovanni Iannucci, Cantina Simone Giacomo, e Poderi Veneri Vecchio

Da Cerreto Sannita Antonio Gismondi prosegue un percorso in cui il vino è consuetudine familiare e la produzione avviene da sempre con lavorazioni manuali, senza l’uso di diserbanti o pesticidi e senza l’uso di solforosa. Dopo venticinque anni trascorsi all’estero, Antonio e sua moglie hanno creato un nuovo progetto orientato a una produzione caratterizzata da precisione espressiva, genuina spontaneità e uno stile autentico. Se in passato una parte delle uve veniva distribuito tra acquirenti privati e cooperative locali, oggi, confluiscono in una produzione dalle idee chiare e memore della tradizione, dove la lavorazione avviene senza chiarificazioni né filtraggi. I vigneti, dai 10 ai 75 anni, si trovano tra i 250 e i 600 metri sul livello del mare su terreno composto da calcare e argilla. Tra i filari troviamo Malvasia di Candia, Falanghina, Sangiovese e Merlot. I vini, lavorati in acciaio inox, non vengono né chiarificati forzatamente, né filtrati. Antonio non sarà presente personalmente, ma troverai alcune delle sue cuvèe.

Da Guardia Sanframondi l’Azienda Agricola Giovanni Iannucci crea vini in grado di conservare le caratteristiche tipiche dei vitigni e del territorio in cui nascono. Sulle colline beneventane, lavora 3 ettari di vigne di proprietà, impiantate a Falanghina, Camaiola e Trebbiano, coltivate secondo il metodo organico biologico. Minimo intervento in vigna e in cantina nessun tipo di sofisticazione, chiarifica o filtrazione. La sua autenticità artigianale di garagista e la piccola dimensione aziendale contribuiscono a caratterizzare una viticoltura semplice guidata un’idea di profonda naturalità e sostenibilità.

Da Castelvenere la Cantina Simone Giacomo è situata ai piedi dei Parchi Regionali del Matese e del Taburno, in un paesaggio morbido di poggi e piccole valli, ricoperto da vigneti e uliveti e attraversato da costoni tufacei vulcanici e piccoli torrenti. Il progetto nasce nello spirito della tradizione storica delle antiche cantine tufacee ipogee di Castelvenere e della compatibilità ambientale. Saldamente legata al territorio vissuto come complesso dei lavori da salvaguardare, valorizzare e reinterpretare con piglio assolutamente non nostalgico ma contemporaneo. Lo sviluppo della cantina su tre piani permette, nella fase più delicata della lavorazione, una movimentazione per caduta del mosto che non è sottoposto allo stress generato dall’utilizzo di pompe. L’installazione di ‘alberi fotovoltaici’ e il sistema di raccolta di acqua piovana consentono la riduzione dei consumi idrici ed energetici. In vigna lavora principalmente Grieco, Cerreto, Aglianico, Sangiovese e Camaiola, la vite è un elemento tipico in tutto il paesaggio campano, ma l’estensione e la persistenza di questa coltivazione nell’ambito del paesaggio, così come si presenta a Castelvenere, non si riscontra da nessun’altra parte.

Da Castelvenere Podere Veneri Vecchio, Raffaello è fondatore e anima della piccola azienda naturale. Agronomo di formazione, lavora la vigna come un ecosistema vivo, senza chimica e con preparati vegetali e biodinamici. In cantina adotta un approccio totalmente artigianale che si basa su fermentazioni spontanee, nessuna filtrazione né additivi, per restituire vini autentici, radicati nel territorio e nella memoria contadina della Campania. Vanta la coltivazione di vitigni autoctoni come il Grieco, il Cerreto, l’Agostinella, lo Sciascinoso, la Barbera del Sannio e il Piedirosso. Vini autentici che raccontano il territorio, con fermentazioni spontanee e lunghe macerazioni su bucce.
Foto copertina credits Luca Daniele

