Sedici chilometri tra borghi, boschi, sorgenti e leggende popolari per riscoprire il cuore del Sannio attraverso un nuovo itinerario di turismo lento.
Un percorso che unisce natura, storia, tradizioni e memoria popolare. È il Cammino delle Janare, il nuovo itinerario escursionistico che collega Monte Guardia, alle porte di Benevento, con lo suggestivo Stretto di Barba, seguendo un tracciato di circa 16 chilometri che attraversa alcuni dei luoghi più caratteristici della valle del Sabato. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Terre Magiche Sannite ETS, insieme alle associazioni Camminando Camminando APS, Terra Mia APS, Sabba De Nuce, Circolo Opinioni e Movimento, Polo delle Associazioni, Pro Loco Primavera ’91 APS e Circolo ANSPI Padre Vincenzo Del Re, in collaborazione con l’agenzia Rotolando Verso Sud, con il patrocinio del CONI Benevento, della Provincia di Benevento e dei Comuni di Benevento, Chianche, San Nicola Manfredi e Sant’Angelo a Cupolo.
Prima escursione il 28 giugno
Il debutto ufficiale del Cammino è previsto per domenica 28 giugno 2026. La partenza è fissata alle ore 8 da Monte Guardia, all’altezza dell’antenna TV e della località Quisisana, mentre l’arrivo allo Stretto di Barba è previsto intorno alle 17. Una sosta per il pranzo è programmata alle 12.30 presso l’ex scuola materna di Pagliara. Al termine dell’escursione è previsto il servizio di accompagnamento per il rientro degli automobilisti a Benevento. Le prenotazioni possono essere effettuate attraverso le associazioni organizzatrici oppure contattando Carmine Ricciardi (340 5344068) ed Emilio Stanziale (339 7721387).
Un itinerario tra paesaggi e piccoli borghi
Il Cammino delle Janare prende avvio da Monte Guardia, percorrendo via Monte Guardia con ampie vedute sulla valle del fiume Sabato. Dopo aver raggiunto Perrillo, gli escursionisti attraversano il centro abitato e proseguono su strade sterrate verso i piccoli borghi rurali di Maccoli e Panelli, dove si conservano testimonianze della vita contadina come l’antico lavatoio e la cosiddetta “Fontana Vecchia”. Il percorso si snoda poi tra viottoli e corsi d’acqua, attraversando aree che custodiscono i resti di antiche opere di valorizzazione naturalistica ormai riconquistate dalla vegetazione. Da qui inizia la salita verso Montorsi, caratterizzata da una suggestiva scalinata in pietra di 72 gradini. Una volta raggiunto il borgo, i partecipanti potranno sostare presso la sede dell’associazione Terra Mia e godere del panorama offerto dal belvedere che domina la vallata del Sabato.
Nel cuore dei boschi tra Pagliara e Bagnara
Uno dei tratti più affascinanti del cammino è rappresentato dai circa 2,5 chilometri immersi in una fitta vegetazione ricca di sorgenti e antichi abbeveratoi, che conducono a Pagliara, dove si incontrano la chiesa di San Nicola e la piazza del paese. Dopo la pausa pranzo, il percorso riprende verso Bagnara, attraversando un bosco per circa un chilometro e mezzo. Qui, dopo il passaggio nei pressi della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, si imbocca il recentemente recuperato “Sentiero delle Donne”, che attraversa il bosco Gnazio e conduce fino a Chianche.
Dal Castello di Chianche allo Stretto di Barba
Entrando a Chianche da via Torquato Tasso, il cammino costeggia il castello e raggiunge la Torre Normanna di Chianchetelle. Da qui si scende verso lo Stretto di Barba, seguendo il corso del fiume Sabato per circa due chilometri fino alla Cappella della Pietà. Tappa simbolica del percorso è il celebre noce che sorge nei pressi dell’ingresso della galleria ferroviaria, luogo fortemente legato alla tradizione popolare e alle antiche storie delle “janare”, figure leggendarie che fanno parte dell’immaginario del Sannio.
Un cammino tra natura e racconti
Il Cammino delle Janare non sarà soltanto un’esperienza escursionistica. Durante il tragitto sono previste diverse soste narrative dedicate ai racconti, alle leggende e alle tradizioni dei luoghi attraversati, trasformando l’itinerario in un viaggio nella memoria e nell’identità del territorio. Un progetto che punta a valorizzare il patrimonio ambientale e culturale del Sannio, promuovendo una forma di turismo lento capace di mettere in rete comunità, associazioni e piccoli centri, nel segno della sostenibilità e della riscoperta delle radici locali.

