Non soltanto turismo, archeologia e paesaggio. Sempre più spesso la promozione di un territorio passa anche attraverso il racconto delle sue eccellenze enogastronomiche. È quanto emerge dal successo della decima edizione di VulcanicAIS – Degustando il Vesuvio, l’appuntamento organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier che si è svolto nei giorni scorsi a Villa Minieri Eventi, richiamando appassionati, operatori del settore e produttori.
L’iniziativa ha offerto l’occasione per valorizzare alcune delle più importanti realtà vitivinicole legate all’area vesuviana e campana. Dai vini prodotti sulle pendici del vulcano alle etichette che rappresentano la tradizione enologica regionale, l’evento ha confermato il crescente interesse del pubblico verso produzioni che racchiudono storia, identità e caratteristiche uniche del territorio.
Tra le aziende presenti figuravano nomi noti del panorama vitivinicolo come Bosco de’ Medici, Cantina del Vesuvio, Casa Setaro, Enodelta e Mastroberardino, protagonisti di percorsi di degustazione che hanno consentito ai visitatori di conoscere da vicino le peculiarità dei vitigni autoctoni e delle produzioni locali.

Manifestazioni come VulcanicAIS rappresentano oggi molto più di semplici appuntamenti dedicati agli appassionati del vino. Attorno al settore enologico ruota infatti una filiera che coinvolge ristorazione, ospitalità, agricoltura e promozione culturale, contribuendo a rafforzare l’attrattività dell’intero comprensorio vesuviano.
Non è un caso che il turismo enogastronomico continui a registrare numeri in crescita. Sempre più visitatori scelgono infatti di scoprire un territorio attraverso le sue produzioni tipiche, visitando cantine, partecipando a degustazioni e vivendo esperienze che permettono di entrare in contatto diretto con le tradizioni locali.
La decima edizione della manifestazione conferma inoltre la capacità dell’evento di consolidarsi nel tempo, diventando un appuntamento di riferimento per il settore. Un risultato che testimonia il lavoro svolto dall’AIS e dai produttori nel promuovere vitigni simbolo dell’area vesuviana, come il Lacryma Christi e la Catalanesca, sempre più apprezzati anche oltre i confini regionali.
In questo contesto, il vino continua a rappresentare uno dei più efficaci strumenti di promozione territoriale. Un settore capace di raccontare la storia di una comunità, valorizzarne le tradizioni e generare nuove opportunità di sviluppo economico, trasformando le peculiarità del territorio in un elemento di attrazione per visitatori e investitori.
di Saverio Tassone e Michelina Clarizio, Sommelier AIS

