L’identità culturale e vitivinicola del nostro territorio è stata raccontata sul palcoscenico internazionale del Vinitaly, traducendo in una narrazione coerente e suggestiva il legame profondo tra la tradizione del vino e un patrimonio archeologico di straordinario valore.
A Verona, tra i padiglioni del Vinitaly, la storia del Cratere di Assteas, il prezioso reperto del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, è diventata il filo conduttore di una narrazione che ha unito archeologia e vitivinicoltura.
Il racconto accattivante, del Vaso più bello del Mondo e del Simposio, al Vinitaly è diventato così ambasciatore dinamico di una terra dove il vino è, da sempre, rito, convivialità e cultura.

“La partecipazione al Vinitaly – dichiara l’assessore alla Cultura Morena Cecere – ha confermato come il patrimonio culturale e la vocazione produttiva del territorio siano espressione di un’unica, coerente identità. Questa sinergia trasforma la nostra eredità storica in un valore aggiunto imprescindibile per il processo di sviluppo dell’intera comunità“.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Consorzio Sannio Tutela Vini, presieduto da Carmine Coletta, la Direzione regionale Musei della Campania, guidata dalla dott.ssa Luigina Tomay, il responsabile del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino Vincenzo Zuccaro e il Comune di Montesarchio. Una sinergia istituzionale che ha permesso di costruire un racconto avvincente e originale, capace di distinguersi in uno dei contesti enologici più competitivi al mondo.
Il riscontro ottenuto a Verona apre ora la strada a nuove iniziative, nella convinzione che cultura, produzione e tradizione, quando dialogano, esprimono la forma più autentica e duratura di promozione di un territorio.

