Il Piedirosso telesino spicca il volo con Blu Astro de ‘I Pentri’

Un filo sottile ma tenace lega passato e presente nella storia de I Pentri, realtà vitivinicola di Castelvenere che, ormai prossima ai venticinque anni dalla prima etichettatura, ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama enologico sannita e campano. L’azienda è oggi il risultato di una visione familiare condivisa tra i fondatori Dionisio Meola e Lia Falato e il figlio Alessandro, prosecutore e interprete di un percorso produttivo coerente e profondamente radicato nel territorio.

Alla base di tutto c’è una scelta precisa: lavorare esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti, coltivati secondo criteri naturali e nel pieno rispetto dei ritmi della terra. Niente chimica invasiva, spazio invece a pratiche agronomiche essenziali e a un approccio che privilegia l’equilibrio dell’ecosistema. In cantina, la stessa filosofia si traduce in interventi misurati, guidati dall’esperienza dell’enologo Angelo Valentino, con l’obiettivo di preservare l’identità varietale e territoriale di ogni vino.

In questo contesto prende forma una produzione che ha nel recupero e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni il suo punto di forza: Falanghina, Aglianico, Fiano e, in modo particolare, Piedirosso. Proprio quest’ultimo ha trovato nei vini de I Pentri una delle sue espressioni più convincenti, grazie a etichette che ne hanno esaltato eleganza e versatilità. Tra queste, non si può non ricordare Kerres che ha rappresentato una vera svolta, contribuendo a ridefinire la percezione del Piedirosso anche al di fuori dei confini regionali.

Blu Astro de I Pentri con pizza piena pasquale

Ma è con Blu Astro, la cui prima annata nel 2011, prodotta in quantità estremamente limitata, in un progetto che ha puntato sin da subito alla qualità assoluta che alla quantità produttiva, che la cantina ha compiuto un ulteriore passo avanti, esplorando nuove possibilità espressive del vitigno. Il nostro assaggio ‘pasquale’ si è concentrato sulla seconda annata, quella del 2012.

Si tratta di un Piedirosso in purezza che nasce da un appezzamento particolarmente vocato, caratterizzato da un suolo di marna grigio-azzurra arricchita da fossili marini: una combinazione rara, capace di imprimere al vino profondità, tensione e una marcata impronta minerale.

La gestione del vigneto è improntata alla massima selettività, con rese volutamente basse (meno di un migliaio di bottiglie per annata) che permettono di concentrare aromi e struttura. Anche il processo di vinificazione segue una linea precisa: fermentazione e affinamento iniziale in barrique (un anno), seguiti da un lungo periodo di riposo in bottiglia (sei anni). La prima annata, la 2011, è stata prodotta in quantità estremamente limitata, a testimonianza di un progetto che ha puntato sin da subito alla qualità assoluta che alla quantità produttiva.

Nel bicchiere, Blu Astro si distingue immediatamente per un colore intenso e profondo, con riflessi scuri che ne anticipano la complessità. Il bouquet è articolato e raffinato: note floreali si intrecciano a sentori di frutti rossi e neri maturi, accompagnati da accenni speziati e sfumature più evolute che richiamano il tabacco e la liquirizia. Il sorso è piacevolmente dinamico, sostenuto da una freschezza viva che è il tratto distintivo del Piedirosso, ma allo stesso tempo avvolgente, con tannini levigati e una persistenza che si prolunga con eleganza.

Non è un vino che cerca l’impatto immediato, ma piuttosto una narrazione lenta, fatta di dettagli e sfumature che emergono nel tempo. Un equilibrio riuscito tra energia e finezza, tra materia e slancio, che rende ogni assaggio un’esperienza in continua evoluzione.

Anche l’aspetto visivo contribuisce a raccontare l’identità di Blu Astro: l’etichetta, realizzata dall’artista Joanna Elle Price, raffigura due figure che si fondono in un abbraccio trasformandosi in una vite, evocando il legame profondo tra l’uomo e la terra, tra gesto umano e natura.

Con questa etichetta, I Pentri dimostrano ancora una volta come il Piedirosso possa andare ben oltre l’immagine di vino semplice e immediato, rivelando invece una straordinaria capacità di interpretare terroir complessi e di evolvere nel tempo. Blu Astro è, in questo senso, non solo un vino, ma una dichiarazione d’intenti: quella di continuare a esplorare, con sensibilità e rigore, le infinite possibilità offerte dal territorio sannita.