”Ero sul trattore nel vecchio vigneto coltivato a tendone e fui distratto da un uccello, che colpì la mia attenzione per la sua bellezza. Fu un attimo, mi ritrovai col mezzo che si era alzato in verticale sul fusto della pianta e pensai “cavolo, cosa è successo?” – Rischiai grosso. – Questa cosa non l’ho raccontata a nessuno, neppure a mia moglie”.

Erano seduti uno di fronte all’altra alla scrivania con i piedi di legno e il piano d’appoggio in vetro spesso, intenti a parlare di lavoro. Rossana si chiedeva perché avesse deciso di raccontare quel fatto proprio a lei.
Fuori pioveva, aveva indossato il cappotto viola con un grande cappuccio che la faceva somigliare a un cartone animato, piccola com’era e buffa nel suo continuo tentativo di non prendersi troppo sul serio. Sentiva i piedi umidi, forse l’acqua le era entrata nelle scarpette da ginnastica. Aveva trovato un unico posto libero per parcheggiare e ci si era fermata, scoprendo troppo tardi che forse la sua non era stata fortuna ma piuttosto una rogna: mentre scendeva dall’auto finì con i piedi in una pozzanghera d’acqua e la tela delle scarpe fu completamente zuppa! Dovette far piano per non aggravare la situazione, fece un passo lungo quanto poté e ne venne fuori ma già pensava al salto che avrebbe dovuto fare per rientrare in auto e intanto sperava di non trovare il tipo seduto nell’auto di fianco a guardarla stranito credendola, forse, una sciocchina.
Non sopportava il freddo. Le bloccava i muscoli e i pensieri. Non era arrivato neppure dicembre e le mani erano già gonfie e doloranti per i primi geloni. Si accorgeva di non avere presa, quando afferrava il bicchiere le scivolava via riversando l’acqua sulla tovaglia a quadri bianchi e verdi. Si guardava le mani e le trovava orribili. La raccolta delle olive, terminata da qualche giorno, le aveva tinto di nero le unghie. Il succo di limone non era bastato a lavarlo via e si vergognava a mostrarle in giro.
L’autrice
Nicla Galasso, nasce a Ceppaloni, un piccolo borgo a metà strada tra il Sannio e l’Irpinia. Si laurea in Biotecnologie e, per caso o per fatalità, non si sposta dai propri luoghi se non per un breve lasso di tempo. Diventa Sommelier e la sua passione la porta a conoscere produttori e prodotti di qualsiasi origine e provenienza. Collabora a guide di vini e quando è ispirata ama scrivere racconti, versi, parole stese o contratte.
“Soli si può star bene ma da soli non si va da nessun parte”: l’insegnamento più importante che ha ricavato dalla vita.

