È un piacere riproporre e consigliare la lettura di “Orme Contadine” di Pasquale Carlo, anche a distanza di ormai due anni dalla sua pubblicazione, avvenuta nel gennaio 2024. Il libro, infatti, non ha affatto perso la sua attualità: restano pienamente validi i motivi per cercarlo, acquistarlo e leggerlo.
Si tratta di un vero e proprio “manuale cinematografico”: racconta un paese del Sannio, Castelvenere, che, in fondo, potrebbe essere uno qualsiasi dei centri della provincia beneventana. Tutti questi luoghi, infatti, sono stati animati nel secolo scorso da una straordinaria varietà di personaggi e ambienti che, come in un film, ne hanno segnato il costume e il tempo, fissando nella memoria collettiva episodi, risate e anche momenti di dolore.
La narrazione è scorrevole e coinvolgente, arricchita da una sorta di “colonna sonora” suggerita dall’autore, che accompagna il lettore lungo lo scorrere delle pagine.
Alla fine, resta il piacere intenso di aver conosciuto una parte autentica della storia popolare di Castelvenere: un mondo che forse non tornerà a vivere nei fatti, ma che continuerà a esistere nella memoria, custodito nelle pagine del libro di Pasquale Carlo.
Il libro
‘Orme contadine – Storia di resilienza castelvenerese’ è il titolo del libro di Pasquale Carlo. L’opera raccoglie venti storie che raccontano l’antico legame con la terra di persone sagge e di incontaminata umanità che hanno animato la civiltà contadina del centro telesino del ‘900. Venti storie attinte dall’immenso patrimonio emotivo e biografico della comunità castelvenerese. Protagonista è la gente comune che ha animato il Novecento di quella Castelvenere contadina rimasta immune – almeno fino agli anni ’80 – alle conseguenze della spaccatura epocale che in Italia arrivò a maturazione con il boom economico degli anni ’50 e ’60.

Oggi, a distanza di poco più di mezzo secolo, l’eldorado dell’industrializzazione e della ricchezza mostra tutte le sue falle. I nostri occhi colgono, senza veli, la fine del mito della grande impresa come panacea dello sviluppo, i danni provocati dalla corsa forsennata verso un modello che ha chiesto di sacrificare i criteri di equilibrio che regolavano il mondo contadino. Quel mondo che, pur non essendo un luogo di felicità, era fonte di un sapere quanto mai attuale, utile per guardare al futuro con coraggio. Non si tratta, dunque, di un’opera nostalgica, bensì della riscoperta dell’antico legame con la terra di persone umili, di grande saggezza e incontaminata umanità. Valori che oggi costituiscono un’ancora di salvezza.
Introduzione
“Raccontare della storia, dei personaggi, delle produzioni agricole, dell’acqua e delle colline di Castelvenere – si legge nell’introduzione di Michelangelo Fetto – è per il nostro autore un modo per raccontare l’umanità, i suoi vizi e le virtù, profittando di una torre di avvistamento privilegiata, una sorta di stetoscopio utile ad auscultare i battiti dei mutamenti sociali, culturali, politici di questa e di tante altre realtà simili e differenti solo per posizione geografica ed inflessione linguistica. Tutto questo gli consente, in definitiva, di raccontare il mondo attraverso il racconto della propria comunità”.
L’autore
Pasquale Carlo, giornalista e storico e custode dell’enogastronomia sannita, scrive per Il Mattino e diversi periodici regionali e nazionali (Terre del Vino; Barolo&Co; Bubble’s Italia, etc.). Tra i massimi esperti di enogastronomia sannita e campana, è autore dal 2004 per il blog lucianopignataro.it ed è coordinatore regionale della guida Vini Buoni d’Italia, edita dal Touring Club Italiano. Cura eventi e degustazioni e collabora con i cinque Consorzi di Tutela Vini della Campania. Responsabile e docente di “Sannio Academy”, centro di formazione e promozione culturale delle risorse agroalimentari, è anche docente di ‘Marketing e Comunicazione dei prodotti agroalimentari’ e ‘Conoscenza e Promozione dei Beni Enogastronomici’ per il centro di formazione FoSviTer. Ha pubblicato ricerche storiche, occupandosi in particolare di ampelografia, vini del territorio e pratiche viticole ed enologiche. È autore di numerosi saggi di storia e tradizioni di interesse locale e regionale: Nel Sannio coltiviamo emozioni (co-autore, 2016 e 2023); Aversa Asprinio DOC (digitalbook, 2022); Antologia su Michele Ungaro (co-autore 2020); Agostinella – Sulle tracce di un vitigno affascinante (2018); Vigneto Castelvenere – vite, viti e vini (2017); I 50 anni della Cantina di Solopaca (co-autore, 2016); Castelvenere Valdese (con Michele Selvaggio, 2015); Castelvenere 1943-1948 – Uomini e storie del fascismo alla Costituzione (2014); Storie di vigne vissute (2012); Sul cammino di San Barbato (2011); Giovanni Salvatore – Un musico nel Paradiso dei diavoli (2010); Guida completa ai vini del Sannio (con Luciano Pignataro, 2008); Guida gastronomica di San Lorenzello (2006).
Premiato con diversi riconoscimenti e premi: 2022 – Premio Speciale alla Cultura e Ricerca Vitivinicola (Vinoway Wine Selection); 2017 – Premio Ritratti di territorio per la categoria Giornalismo; 2017 Premio Bacco “Casa di Bacco”; 2015 – Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”; 2009 – Premio internazionale di giornalismo “Theodor Mommsen”, sezione “Coppa di Nestore”.

