Falanghina, viaggio tra territori e identità: la degustazione AIS per raccontare le espressioni del vitigno

Degustazioni, approfondimenti storici e valorizzazione del patrimonio culturale al centro dell’iniziativa promossa da AIS Benevento al Museo del Sannio.

Dalle colline del Sannio alle vigne di Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia. È stato un percorso attraverso territori, interpretazioni e stili produttivi quello proposto da AIS Benevento nel corso della serata dedicata alla Falanghina, ospitata negli spazi del Museo del Sannio.

L’iniziativa ha offerto l’occasione per riflettere sull’evoluzione di uno dei vitigni più rappresentativi dell’Italia meridionale, capace negli ultimi decenni di superare i confini della Campania e di trovare nuove espressioni in altre aree vitivinicole della penisola. Nel corso dell’incontro è stato ripercorso anche il cammino che ha portato la Falanghina a conquistare un ruolo di primo piano nel panorama enologico nazionale. Un percorso che affonda le radici nella rinascita produttiva avviata tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, con esperienze che hanno contribuito alla valorizzazione moderna del vitigno.

Il confronto tra le diverse interpretazioni regionali

La degustazione ha preso avvio dal Lazio con il Tenuta Santa Lucia IGT 2024, per poi proseguire in Abruzzo con il Cantico 2024 Terre di Chieti di Cantina Mucci e in Molise con il Campo di Mare 2024 DOC di Borgo di Colloreto. Spazio anche alla Puglia, rappresentata dalle produzioni della Daunia attraverso la proposta biologica di Cantine Losito 2024 e la verticale di Kandea Costanza nelle annate 2024 e 2023. Il ritorno in Campania ha consentito di mettere a confronto alcune delle espressioni più identitarie del vitigno: dalla Falanghina del Sannio DOC 2024 di Mustilli alla Falanghina dei Campi Flegrei 2024 de La Sibilla, caratterizzata dall’influenza dei terreni vulcanici dell’area flegrea. Particolare interesse ha suscitato la degustazione della “Libero B Particella 148” di Fontanavecchia nelle annate 2020 e 2007, proposta che ha offerto ai partecipanti l’opportunità di valutare l’evoluzione del vino nel tempo e le potenzialità di affinamento della Falanghina.

L’incontro tra vino e patrimonio culturale

L’appuntamento si è svolto nella cornice del Museo del Sannio, grazie alla collaborazione e all’ospitalità garantite dall’Assessorato comunale. Un contesto che ha consentito di affiancare l’esperienza enologica alla scoperta del patrimonio storico cittadino. I partecipanti hanno visitato il Chiostro di Santa Sofia, parte del sito UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere”, soffermandosi in particolare sulla cosiddetta colonna ofitica, elemento architettonico legato a tradizioni e simbologie popolari stratificatesi nel corso dei secoli. Le 47 colonne che caratterizzano il chiostro, tutte differenti tra loro, hanno fatto da sfondo a una serata che ha intrecciato racconto del territorio, cultura materiale e storia del vino.

L’iniziativa è stata coordinata dalla delegata AIS Benevento Maria Grazia De Luca e da Antonio Follo, nell’ambito delle attività di promozione e divulgazione dedicate alla conoscenza del patrimonio vitivinicolo del territorio.

di Saverio Tassone – Sommelier Ais